sabato 14 luglio 2012

I SANTI E LO SCAPOLARE DEL CARMINE

Sono molti i santi che in qualche maniera si sono affidati alla beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Essi sono stati di esempio in vita, che rivestiti del santo abito sono stati adombrati delle stesse virtù di Maria.
In questo post, ricordiamo qualcuno di questi amici di Dio.


SANTA TERESA DI GESU'. La riformatrice del Carmelo (di cui nel 2015 ne celebriamo il centenario della nascita), si rivolgeva alle suore con queste parole: "Figlie mie, il Carmelo appartiene a Maria, tutto ciò che si fa per il Carmelo si fa per Maria". "Figlie mie, che portate lo Scapolare ringraziate Dio di essere le vere figlie di questa Signora, imitatela, consideratene la grandezza...". "Lo Scapolare vi richiama alla consapevolezza gioiosa di portare l'Abito suo, che vi fa di casa sua".



SANTA TERESA MARGHERITA REDI. La carmelitana fiorentina, morta a 23 anni, nel suo monastero avevo il compito di infermiera e sotto il guanciale delle consorelle inferme, metteva lo Scapolare del Carmine affidandole alla Madonna a cui rivolgeva questa preghiera: "O Maria SS.ma, che ci avete donato il sant'Abito del Carmine, dateci fortezza contro i nemici dell'anima nostra, così per il vostro aiuto, restiamo sempre vittoriosi".


BEATO GIOVANNI PAOLO II. Il papa Giovanni Paolo II, si da giovane indossava lo Scapolare del Carmine. Il suo cuore era un cuore tutto di Maria e in particolare, carmelitano. Nel suo diario, ove racconta la propria vocazione, ricorda: "Ricevetti lo scapolare della Madonna del Carmine credo all'età di dieci anni e lo porto tutt'ora". Di lui ricordiamo quell'attentato del 13 maggio 1981 a piazza san pietro, in sala operatoria non se ne volle separare e l'abitino si macchiò di sangue. Oggi quell'abitino è una reliquia proprio dove Karol lo ricevette.
Scrivendo ai superiori Generali dell'Ordine Carmelitano dell'Antica osservanza e dell'Ordine dei carmelitani Scalzi, Giovanni Paolo II dice: "Lo Scapolare è essenzialmente un abito che evoca, da una parte, la protezione continua della Vergine Maria in questa vita e nel transito alla pienezza della gloria eterna; dall’altra la consapevolezza che la devozione verso di Lei deve costituire una "divisa", cioè uno stile di vita cristiana, intessuta di preghiera e vita interiore".



BEATO GIOVANNI XXIII. Il papa Giovanni XXIII, mentre era Nunzio a Parigi, in una visita al Carmelo di Avon-Fontainebleau il 19 marzo 1948, così si esprimeva: «Per mezzo dello scapolare io appartengo alla vostra famiglia del Carmelo e apprezzo molto questa grazia, come l'assicurazione di una specialissima protezione di Maria».
Alcuni mesi dopo l'elevazione al sommo pontificato, il 18 febbraio 1959, nella visita alla chiesa di S. Luigi dei Francesi in Roma, parlando del suo predecessore Giovanni XXII, ricordatane la devozione alla Madonna, aggiungeva: «A lui la paternità del privilegio sabatino, cosi prezioso e caro a coloro che portano lo scapolare di Nostra Signora del Monte Carmelo».
Domenica 8 aprile 1962, durante la sua visita alla chiesa di S. Maria in Traspontina, che si trova tra S. Pietro e Castel S. Angelo, sottolineava: «Ebbene, fra il Vaticano, S. Pietro e il mondo, fra l'asprezza, fra le difficoltà... ecco in mezzo la Madre: la Madonna del Carmelo... La devozione per Lei diventa una necessità, e direi una violenza dolcissima che ci porta la Madonna del Carmine». E ancora: «... Nel cuore del Papa, come nel cuore del fanciullo innocente che va alla prima Comunione, il culto di Maria... è veramente saggio, è veramente raggio del cielo»: in quest’ultima frase forse il Papa alludeva alla devozione per lo scapolare del Carmine, che abitualmente è consegnato nel giorno della prima Comunione.

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