lunedì 27 gennaio 2014

IL CAMMINO DEI CARMELITANI

L'Ordine del Carmelo quest'anno, tra i suoi centenari, celebra gli 800 anni dalla morte del Legislatore: Sant'Alberto, patriarca di Gerusalemme.
A Palermo, con l’Associazione Culturale Archikromie, il 25 gennaio 2014, nella celebrazione liturgica della Conversione di San Paolo, fr. Vincenzo ha accolto circa 30 “viaggiatori” che hanno percorso l’antico cammino dei Carmelitani: “dal Monte Carmelo fino a Palermo”.
Dell’arrivo dei Carmelitani a Palermo varie sono le fonti che indicano la loro venuta, “tanto varie che le une escludono le altre: a meno che non si voglia ricorrere ad artificiose costruzioni di fantasia per metterle d’accordo” (Carmelo Nicotra). Forse è da ritenersi prima del 24 agosto 1250, anno in cui il notaio Ribaldo e sua moglie Palma (parenti di Sant'Alberto degli Abati), concedevano ai Carmelitani, l’abitazione e tutti i beni temporali della chiesa dell’Annunziata di Trapani.
Due documenti del XIII secolo, conservati all'Archivio di Stato, datati uno 1296 e l’altro 1298, ci fanno pensare che i Carmelitani si trovavano a Palermo in data anteriore al 1296.
Fr. Vincenzo in una  coreografia di libri, tra cui due testi del XVII secolo, due pannelli realizzati grazie all’interessamento dell’Associazione Archikromie, ha intrattenuto i partecipanti con la storia e la spiritualità dell’Ordine Carmelitano, avvalendosi di una proiezione di immagini narrate. Successivamente, l’Arch. Aiello, Presidente dell’Associazione Archikromie, ha guidato lungo le navate i “viaggiatori” descrivendo l’arte della chiesa.
Tutti hanno trovato un certo interesse non solo all’arte ma quanto l’evento, annunciato tramite i social network e il quotidiano locale (GDS del 24 gennaio 2014), offriva. In particolare quello di rievocare la Regola del Carmelo, una lettera del XIII secolo, sempre viva ed attuale.
La serata, iniziata a Piazza Bologna dove i Carmelitani avevano una Università, si è conclusa con un’agape. Anche in questo momento  si è voluto ricordare, pur brevemente, ciò che dice la Regola: “In maniera tale, però, che consumiate nel refettorio comune i cibi che vi saranno dati, ascoltando in comune la lettura di qualche passo della Sacra Scrittura, ove potrà farsi comodamente” a cui i partecipanti, “porgendo l’orecchio” come il Salmista, hanno vissuto con una attenzione particolare.
Anche questo momento conviviale fraterno e gioioso era parte integrante dell’evento. Infatti, il programma prevedeva una cena rivisitando, attraverso la storia e la gastronomia dei conventi carmelitani, ciò che erano i cibi del tempo.

La disposizione della tavola, ogni piatto è stato preparato con cura, nei dettagli, dalla Direzione della Domus Carmelitana Palermo, il quale ha riscontrato il plauso da parte di tutti i presenti, non solo per l’agape ma anche per l’attività che svolge nel territorio a favore delle missioni carmelitane.


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