mercoledì 16 aprile 2014

GLI ALTARI SERPOTTIANI "RACCONTATI"

Raccontare la storia di una città, di un'opera d'arte, significa raccogliere ciò che è la memoria di un popolo e non solo, aiuta a crescere e valorizzare sempre più un bene che appartiene a tutti. E' l'ambizione di dare al mondo un segno comune, un segno di gioia, di amore e di vita, perché “l'arte potesse avere l'ambizione di dare al mondo un segno comune, un segno di gioia, di amore e di vita” (Michelangelo Pistoletto).
Questo è quanto hanno fatto i Volontari di Archikromie Cultura dal 12 al 16 aprile, esclusa la domenica: hanno "raccontato" gli Altari dei fratelli Serpotta nella nostra Chiesa del Carmine Maggiore dalle 10.00 alle 12.00 per gruppi di visitatori.
Purtroppo non si è riscontrato interesse, né da parte dei cittadini, né da parte delle Istituzioni (Statali e Associative), quasi a lasciar perdere ogni traccia di un patrimonio, di cui un giorno, forse, resterà qualche pagina di libro rosicchiata dai topi.
Nella Chiesa del Carmine, "purtroppo" (usiamo questa parola non per noi, ma per chi non vuol sentire e incita a non sentire) esistono diverse opere d'arte che, piano piano, si stanno perdendo a causa di intreccio politico che non interviene mai, come sta rischiando la tela di Giacomo Lo Verde, discepolo di Pietro Novelli e contemporaneo di Andrea Carrera. 
Tra queste opere d'arte abbiamo ciò che è stato il celeberrimo capolavoro dei fratelli Serpotta: i due Altari baldacchini che coronano rispettivamente, il Crocifisso e la Madonna del Carmine. Questo capolavoro iniziò come da contratto stipulato con fra' Angelo La Rosa, carmelitano, il 23 marzo 1683 e ultimato, come da ricevuta di pagamento, il 9 luglio 1684. Nel cantiere oltre a Giuseppe responsabile dei lavori, operarono il fratello Giacomo e Giuseppe Pisano.  
Per l'occasione i Viaggiatori della Cultura di Archikromie hanno realizzato e installato due totem descrittivi, come segno di attenzione e cura verso una delle più interessanti Chiese, quale è la Chiesa del Carmine Maggiore, all'interno dello storico mercato di Ballarò.
Si ringrazia pubblicamente l'Associazione Archikromie per aver dedicato parte del proprio prezioso tempo alla valorizzazione degli Altari serpottiani, tanto dimenticati. 
Ci auguriamo che tutti possano prendere visione dei beni che la Città di Palermo conserva in toto (e non parzialmente come si vuol far credere), anche attraverso gli Ordini Religiosi, per poterli valorizzare e là, dove si necessita un intervento, provvedere per non perdere del tutto la memoria della Città e di quanto scorre davanti ai nostri occhi.

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